
“Fooding “
Pseudoanglicismo nato in Francia dall’unione delle parole “food” e “feeling” per indicare un nuovo modo di valorizzare la genuinità dei cibi attraverso l’impatto emotivo del contesto.
Perché non assaporare cibo colombiano ricostruendo la scena nella quale è stato consumato per vedere l’effetto che fa?
Iniziamo con una bella colazione presso La Puerta Falsa, caffè storico a pochi passi da Plaza de Bolívar; siamo nella zona della Candelaria, la vera anima di Bogotà dove non si può rimanere indifferenti alle sue vie acciottolate e fiancheggiate da edifici coloniali teatro negli anni ’40 della rivolta tristemente nota con il nome di El Bogotazo (1) così come all’atmosfera oggi resa vibrante dalla presenza di locali e gallerie integrate in vivaci murales che contrastano con il grigio che è il colore predominante del cielo della città.
Immaginate tutto questo, a 2600 metri, sorseggiando un succo di feijoa (frutto raro che in Colombia si trova solo sulle Ande e il cui sapore è simile a quello dell’ananas ma con un tocco di fragola) accompagnato da buñuelos ovvero frittelle ripiene di queso costeño (formaggio fresco locale) e amido di mais.



Per lo spuntino di mezza mattina (anche se in realtà ogni momento della giornata sarebbe quello giusto) non possono mancare le empañadas che qui sono ubiquitarie e quelle più gettonate sono quelle di carne con queso o con patate. Ma il sapore di una semplice empanada, mangiata a Zipaquirà, dopo esser risaliti dalle viscere della terra, può diventare singolare. Immaginate una discesa a 180 metri in silenzio attraverso le 14 cappelle che riproducono le stazioni della via Crucis guidati dal gioco cromatico dei cristalli di sale fino a raggiungere la navata principale e quindi il Paradiso rappresentato dalla Croce più grande al mondo (2) illuminata completamente dall’alto verso il basso. Tornati in superficie una deliziosa empanada in sul calar del sol rappresenta il perfetto anello di congiunzione tra lo scompiglio interiore e quello dei festeggiamenti della piazza sottostante per l’arrivo di Egan Bernal (3) agli Champs-Elysées!


Per pranzo continuiamo a rimanere fedelissimi alla tradizione.
L’indecisione è tra…
- Una cazuela de mariscos lungo la spiaggia dell’isola di San Andrés. Trattasi di una specialità della costa caraibica ovvero una zuppa con una grande varietà di pesce e verdure dal sapore dolciastro per l’aggiunta di latte di cocco ed accompagnato da riso e patacones (platano fritto). Ebbene sì, anche la Colombia ha la sua porzione di Caraibi con acque cristalline: un piccolo arcipelago di isole a circa 200 km dal Nicaragua a costituire un vero e proprio acquario naturale di tradizione anglo-creola di origine raizal (4).

- L’immancabile ajiaco bogotano presso la plaza de Mercado, la Perseverancia. Una calda e saporita zuppa di mais, pollo, tre diversi tipi di patate e foglie di guasca servita con riso e avocado, è l’ideale per riscaldarsi facendo ritorno dal Cerro de Monserrate, il monte alto 3152 mt che domina il centro di Bogotà e che offre una vista impareggiabile della città.

- In alternativa al caldo di San Andrés e al freddo di Bogotà si potrebbe optare per la ciudad de l’eterna primavera, quindi Medellín e il suo piatto tipico, il bandeja paisa. Un plato muy rico contenente fagioli, carne molida (carne macinata), chorizo (salsiccia), uova fritte, arepa (piccolo pane circolare preparato con mais bianco) e chicharrón (cotenna di maiale fritta) accompagnato da avocado e riso. Un piatto che è l’orgoglio della regione Paisa (nord-ovest della Colombia) e in particolare di Medellín, lo stesso orgoglio che si respira camminando tra i barrios della città che hanno fatto dell’arte sui muri un modo per scampare alla violenza.

“Fruente a la violencia qué no para, muchos nos escapamos de los brazos de la muerte para pintar la ciudad, empunamos instrumentos, lapices y esculturas, en lugar de armas”.
Che cosa c’è per cena?
Si potrebbero aprire 3 diversi scenari e solo a voi la scelta:
- Mucha fiesta per le strade di Getsemani, il quartiere dall’atmosfera popolare collocato al di fuori delle mura di Cartagena de Indias e famoso per la sua architettura coloniale, a tratti decadente, e i numerosi graffiti opera di artisti locali. Ecco pronti quindi per una cena informale con un piatto tipicamente caraibico arroz con camarones (riso con gamberi) e birra colombiana per poi proseguire la serata passeggiando per il barrio dove musica e colore regnano incontrastati.


- Una serata in armonia con la natura sulle rive del Rio degli Amazzoni, ospiti presso una comunità di indios nei pressi di Puerto Nariño. Dopo diverse ore di navigazione da Leticia e di religioso silenzio di fronte all’ incommensurabile bellezza del paesaggio che si apre davanti ai vostri occhi raggiungerete questo posto fuori dal tempo dove ad attendervi ci sarà una famiglia di nativi che vi ospiterà presso la propria cabaña. Una cena semplice a base di pescado del día con persone genuine e un meraviglioso tramonto che sarà solo il preludio di quello che vi attenderà dopo cena ovvero navigare sotto le stelle con la speranza di scorgere i caimani!


- Dalle acque dolci facciamo un salto a quelle salate. Questa volta la scelta è obbligatoria verso un’isola remota dell’arcipelago de los sietes colores, Providencia. Remota perché solo pochi turisti, sfidando le correnti dell’aria o del mare riescono a raggiungerla, quindi la natura qui è incontaminata e le tradizioni raizal fortemente radicate. Una cena direttamente in spiaggia a base di pescado del día con un tramonto da cornice e il rumore del mare da sottofondo.

Vista da Isla Santa Catilina (Isla de Providencia)

In spiaggia_ Isla de Providencia
Non si può concludere un viaggio, a maggior ragione se si è in Colombia, senza aver bevuto il cafè: tinto (lungo e zuccherato), cortado (con aggiunta di latte ma con una sottile differenza rispetto al nostro macchiato) o correcto con aguardiente (grappa)!
¡Buen provecho!

(1) El Bogotazo: proteste, disordini e repressioni che si ebbero nel centro di Bogotà in seguito all’assassinio di Jorge Eliécer Gaitán esponente del partito liberale. Da stime non ufficiali, si parla di circa 3000 vittime.
(2) La Croce più grande al mondo all’ interno di chiese sotterranee.
(3) Egan Bernal famoso ciclista colombiano nato a Zipaquirà che a soli 22 anni ha conquistato nel 2019 il Tour de France.
(4) Raizal: discendenti di inglesi e di schiavi giamaicani.
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